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Le clarisse negli orizzonti monastici femminili medievali e la prospettiva contemporanea

di Maria Paola Fiorensoli

Nell’orizzonte monastico dell’inizio del secondo Millennio, Chiara d’Assisi fondò, con Francesco, un ordine monastico femminile diverso dagli altri: quello delle Clarisse., un ordine subito molto attrattivo, che rappresentò l’aristocrazia dei chiostri.
Chiara d’Assisi è figura che giganteggia nell’orizzonte monastico medievale per carisma, spiritualità, originalità e potenza d’operato. La sua Regola, cioè la Forma di vita delle sorelle povere di San Damiano, approvata da Innocenzo II solo due giorni prima della sua morte, diventò la punta di diamante del monachesimo medievale come lo sarà quella delle Carmelitane scalze nella Controriforma.
Gli scritti di Chiara costituiscono una fonte primaria per comprendere l’autrice, la sua straordinaria esperienza contemplativa, il suo amore per Cristo povero e crocifisso, l’anelito ad una vita di perfezione religiosa, nell’ascesi e nella povertà, sull’esempio di Francesco e il nucleo originario del francescanesimo.
Il suo ordine fu subito un unicum nel panorama monastico. 
Le Clarisse, soprannominate Le Murate, furono le prime a non uscire mai dal chiostro e vivere nella completa clausura il “sogno del deserto” del monachesimo Tardoantico.
Il mondo che accolse le Clarisse e venerò Chiara era una terra, l’Umbria, che per religiosità e fioritura di sante e santi, trova un paragone solo nella Cappadocia del IV secolo, tanto importante per la formazione dell’ortodossia cristiana, per l’esordio del monachesimo di Basilio e dove Macrina, sua sorella, teorizzò la casa come luogo-convento in cui raggiungere, in vita, la dimensione angelicata.  L’Umbria, come tutta l’Europa, registrava in quel periodo le lacerazioni e le trasformazioni operate dallo scontro tra i poteri forti, civili e religiosi, e al loro interno; dalla distruzione dei residui di paganità mutuati in dal cristianesimo in tradizioni e superstizioni che permeavano la vita quotidiana; dalla creazione dell’Inquisizione, con prima Caccia all’eresia e alle streghe e agli stregoni; dalle Crociate, delle quali la settima indetta da Innocenzo IV e guidata da Luigi IX il Santo re di Francia; dal movimento di pietà religiosa che, superate le diffidenze ecclesiastiche e il pregiudizio misogino per la sua maggioritaria componente femminile, concorse all’affermazione dell’ortodossia con la popolarizzazione del monachesimo e la devozione mariana, sostenuta dal francescanesimo e secoli dopo, nell’800, sfociata nel dogma dell’Immacolata Concezione.