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L'ottocento e il monastero delle clarisse in San Cosimato

di Karin B.S. Einaudi

Nell’Ottocento la storia del monastero di clausura di San Cosimato è segnata dagli avvenimenti sociali conseguenti alla politica dell’epoca napoleonica.
Il monastero sperimentò una prima soppressione nel 1810 da parte dell’amministrazione francese in Italia. Le monache vennero evacuate, interrompendo così il secolare isolamento delle Clarisse, che erano a San Cosimato dal 1234. La Restaurazione, dopo la sconfitta di Napoleone e il ritorno a Roma del papa, rese possibile il rientro delle monache nel 1814.
Durante i combattimenti fra truppe francesi e garibaldini per la Repubblica Romana del 1848-49, il monastero fu requisito come ospedale e la chiesa e il protiro vennero colpiti dalle cannonate dal Gianicolo. Le monache furono di nuovo evacuate.
Con la legge nazionale della cosiddetta “liquidazione dell’asse ecclesiastico” del 1866, precedente al trasferimento della capitale a Roma, veniva decretata la soppressione e l’esproprio dei beni delle corporazioni ecclesiastiche nel territorio italiano. Con la legge del 1873, che estende quella del 1866 a Roma e provincia, il monastero viene soppresso, mentre l’atto di esproprio “per causa di pubblica utilità”  fu firmato nel 1875.
Il monastero fu inizialmente assegnato al Genio Militare come caserma di pubblica sicurezza con un decreto poco dopo revocato; fu poi assegnato al Comune di Roma il quale lo cedette alla Congregazione di Carità di Roma.  San Cosimato fu destinato a diventare ospizio. La monache rimasero in alcune parti del monastero fino alla trasformazione del monastero in ospizio nel 1892.
Le conseguenze materiali di queste vicissitudini del monastero sono evidenziate nelle piante del monastero del 1875 e del 1892, quest'’ultima relativa alle opere in corso per la riduzione del monastero. Emerge la distruzione avvenuta della antica chiesa medievale affrescata, fino ad allora adibita a ‘coro delle monache’. Scavi e sterri effettuati nel monastero e negli orti portarono alla luce numerosi reperti di epoca romana, repubblicana e imperiale, e dell’alto medioevo.
Le monache furono ospitate inizialmente dai Camaldolesi in San Gregorio al Celio, successivamente a Villa Carpegna e finalmente in via Contarini sull' Aventino.

 

J. B. LLOYD - K. B.SIMONSEN EINAUDI, "SS. Cosma e Damiano in Mica Aurea. Architettura, storia e storiografia di un monastero romano soppresso", 1998 ["Miscellanea della Società Romana di Storia Patria", 38].