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I libri di Orsola Formicini (BNC ROMA, ms. Varia 5 e ms. Varia 6)

di Gemma Guerrini

 

Suor Orsola Formicini, definita nel 1732 da Luca Wadding, annalista della storia francescana, "donna autorevolissima di ponderoso ingegno", durante il suo abbaziato nel monastero di San Cosimato (1598-1613)  si dedicò all'autografia di due libri manoscritti riguardanti la storia di quel monastero.  All'attività di ricercatrice indefessa del materiale originale risalente all'epoca in cui San Cosimato era un monastero benedettino, ancora intitolato ai santi Cosma e Damiano in Mica Aurea (IX secolo), Orsola affiancò uno straordinario impegno di riordino delle memorie di tradizionale orale ed elencò fatti ed avvenimenti, e le varie iniziative messe in opera dalle badesse che l'aveva preceduta, fino ad arrivare ai giorni del suo abbaziato. Ed accanto al materiale documentario e narrativo affiancò registrazioni patrimoniali, in entrata ed in uscita, sia delle epoche passate sia dei suoi giorni. Il risultato di tale annoso lavoro sono due libri di interessantissima fattura, che per alcuni aspetti appartengono alla tradizione monastica locale non sollecita, ad esempio, a raccogliere le novità stilistiche di cui in campo grafico Roma era in quegli anni fucina; che per altri aspetti si mostrano perfettamente in linea con la produzione devozionale in volgare, che in quegli anni conosceva una vastissima diffusione a stampa e di cui rappresentano, anzi, una interessante versione manoscritta; e che per altri ulteriori aspetti si riallacciano a quel filone che dall'antica tradizione dei carturali monastici medievali e dall'esperienza dei registri notarili, passava attraverso i 'libri di famiglia', le 'ricordanze' patrimoniali e familiari dei mercanti italiani del Duecento e del Trecento caratterizzati dalla registrazioni di fatti diversi accomunati dalla loro natura documentale.
Dall'esperienza di questi zibaldoni, e attraverso il gusto erudito-antiquario del Seicento e del Settecento temperato dalla ricerca storicistica, in Italia il romanzo non si fece non solo narrazione di eventi ma anche esposizione di fatti documentali, assumendo una caratteristica perspicua mai sufficientemente colta, evidente nei Promessi Sposi  di Alessandro Manzoni come in Gomorra di Roberto Saviano.